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In un'epoca ormai lontana c'era un Ministro della Pubblica Istruzione
il quale s'era fatto costruire un bel villino sulle ridenti pendici di
Monteverde. A quel Ministro non restava che poter raggiungere comodamente
l'Ufficio, invece di doversi spostare "dentro Roma". Sembra
che sia stata questa la ragione decisiva che portò il Ministero
sulla destra del Tevere. All'inizio si pensava di erigerlo in via De Pretis,
dove la Pubblica Istruzione possedeva dei terreni, ma
via De Pretis
era lontana e il Ministro nutriva fiducia di rimanere in carica a vita.
Iniziato nel 1913 su progetto un po' pomposo del Bazzani, il palazzo sorse
lentamente, quasi a rate e solo nel 1928 fu completato nell'attuale sede
di viale Trastevere, quando ormai l'antico Ministro, pur avendo ancora
il villino, non era più in carica da un pezzo.
Il più vecchio dei Ministeri è quello delle Finanze in via
XX Settembre: ultimato nel 1876, voluto da Quintino Sella, è il
palazzo più grande di Roma! Duemila stanze, spesso ricavate da
telai posticci e paraventi per ricavare quanti più uffici possibile.
Ci fu addirittura il Ministro Thaon de Revel che, colto da sacro furore,
abbatté quanti più tramezzi poté
La statua
di Quintino Sella in via Cernaia fa quasi da sentinella al portone. Non
è ben chiaro cosa simboleggino le due bronzee figure sugli scalini
del basamento: una formosa matrona dagli occhi di vero smalto - la Finanza?
- e un piccino completamente nudo.
Anche il vicino Ministero dell'Agricoltura e Foreste è un po' monotono:
unica nota di rilievo il gran quadro di Teofilo Patini, "Vanga e
Latte", che campeggia su un'intera parete nel salone del Ministro.
E' invece scomparso, fortunatamente, relegato in qualche cantina, un gigantesco
vaso in ceramica policroma che era l'incubo di chi doveva "fare anticamera".
Palazzo Chigi, equivalente italiano di Downing Street a Londra, ospita
i Presidenti del Consiglio. Forse per questo in età umbertina lo
storico balcone del Palazzo, tra piazza Colonna e via del Corso, nello
spigolo che volge a scirocco, era chiamato "la prua d'Italia",
ma raramente i Capi di Governo ci si affacciano. L'ultimo fu Giovanni
Spadolini in occasione di una vittoria della nazionale di calcio.
Inaugurato nel 1931, il Ministero dell'Aereonautica in via Castro Pretorio
inalbera sul frontone un simbolico aeroplano con la testa d'aquila. Nel
grande salone campeggiano i busti degli assi aeronautici, da Francesco
Baracca ad Alessandro Guidoni. Sorge sul Lungotevere delle Navi il Ministero
della Marina, inaugurato da Giulio Magni nel 1928. Le due grandi ancore
delle corazzate austriache "Taghetoff" e "Viribus Unitis"
sono ancora lì, ai lati del portone sulle sponde del Tevere.
Una planimetria un po' bizzarra ha il Ministero di Grazia e Giustizia
in via Arenula, forse per rispettare l'oratorio delle Zoccolette. In effetti
l'umile nome è rimasto alla viuzza che fiancheggia l'alta parete
rossiccia e ricurva del Palazzo, a ricordare le povere fanciulle che calzavano
semplice zoccoli
Può capitare che l'usciere che riceve i visitatori
li spedisca, con schietto accento romanesco, all'ingresso secondario del
Ministero, "alle Zoccolette".
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