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Rocca di Papa: Cenni storici Intorno all' "Arx aesulana", altura sacra dove si levava il collegio dei "sacerdoti cabensi", nella splendida posizione occupata dall'attuale fortezza, nacquero i primi insediamenti umani della futura città di Rocca di Papa. L'Arx aesulana rappresentava l'emblema e la potenza della città di Cabum, che si estendeva per i Campi d'Annibale ad Est dell'acropoli. Da Cabum prese, poi, nome il monte Albano, identificato successivamente come Monte Cavo.
Sul Monte Cavo si stagliava maestoso il tempio di Giove Laziale dove convenivano i Latini, gli Equi e i Volsci per pregare e rendere gli auspici a Giove e per festeggiare l'alleanza raggiunta tra le città. Sul Monte Albano erano soliti anche recarsi i condottieri vittoriosi dopo le imprese militari per raccogliere gli onori tributati tramite "il piccolo trionfo" e "l'ovazione". I condottieri, gli eroi e i benemeriti della Patria, raggiungevano il tempio di Giove Laziale percorrendo la Via Sacra che si dipana, conservata ancora in ottimo stato, dall'antica via Appia inerpicandosi verso il Monte. Nei secoli successivi, all'antica Arx venne dato il nome di "Rocca de Monte gavo" e di "Castrum de Montis albani". Al nucleo abitato sarà definitivamente dato il nome di Rocca di Papa in onore del Pontefice Eugenio III (1145-1152) che ivi soggiornò per significare che il luogo era sotto la giurisdizione dello Stato Pontificio; racconta Tito Basili nel suo libro su Rocca di Papa che "Per la sua naturale posizione la città fu la più potente fortezza medievale della campagna romana. Il fortilizio eretto su quel nucleo roccioso con i fianchi tagliati a picco, era formato da quattro torri, rotonde, congiunte con altrettanti bastioni". La costruzione di un nuovo castello, nato sui resti dell'Arx, può essere attribuita proprio a Eugenio III, il quale, con i fedeli Conti del Tuscolo, fortificò diverse posizioni strategiche della campagna romana per contrastare i movimenti nemici. La città, intanto, prendeva consistenza perché sotto la fortezza, prima i profughi della disfatta del Tuscolo (1191), poi i soldati di Ludovico il Barbaro (1328), si unirono ai nuclei abitativi originari, costituiti da pastori, boscaioli e carbonai. Dopo essere appartenuta al comune di Roma, Rocca di Papa passò alla famiglia degli Annibaldi, e nel 1426 fu acquistata dai Colonna. Nel 1501 era passata alla famiglia dei Borgia. Successivamente Rocca di Papa passò di nuovo ai Colonna. La Rocca fu, però, smantellata da Pier Luigi Farnese durante il pontificato di Papa Paolo III, e subito ricostruita sotto Paolo IV. Subì la distruzione totale durante la guerra tra i Velletrani ed i Colonnesi. Rocca di Papa fu quindi proprietà dei Colonna fino al 1816, anno in cui passò sotto la giurisdizione dello Stato Pontificio. Nel 1855 i cittadini si ribellarono alle esose gabelle imposte dai principi Colonna, e, il primo maggio, dichiararono la Repubblica di Rocca di Papa. Le Forze Pontificie in brevissimo tempo ripresero il controllo della situazione, effettuando 17 arresti. La notizia ebbe una grande eco e fu seguita con grande attenzione dagli osservatori esteri e dai giornali di tutto il mondo. A partire dal Medioevo aveva perso importanza anche il tempio di Giove Laziale. Il vescovo di Frascati, appartenente alla casa degli York, ne fece rimuovere le ultime rovine ed eresse, nel XVIII secolo, un monastero, in cui si stabilirono prima dei religiosi polacchi, poi i Trinitari spagnoli e Fiamminghi. Nel 1757 San Paolo della Croce portò i suoi Passionisti. Il monastero, trasformato nel 1889 in albergo, ospitò personaggi illustri quali: Adenauer, i principi Windsor, De Gasperi e Pirandello, che qui scrisse la novella "L'esclusa".
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