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Comune di Calcata

 

Calcata, meta del turismo domenicale, è situata su una rocca di tufo che domina il bosco nella valle del fiume Treja. E' situata tra la Provincia di Roma e Viterbo ed è raggiungibile in pochi chilometri da Roma, percorrendo sia la Flaminia fino all'altezza di Rignano Flaminio che dalla Cassia seguendo le indicazioni Mazzano Romano-Calcata.
Addentrandoci nel territorio del parco regionale della Valle del Treja, area protetta in cui troviamo una lussureggiante vegetazione ed una fauna interessante, il celebre borgo ci appare dall'alto in un colpo d'occhio improvviso. Le case sembrano davvero nascere dalla roccia che si innalza in forma da tamburo circolare, traforato qua e là da antiche abitazioni. Il borgo ha mantenuto le sue caratteristiche originarie miracolosamente ,nonostante gli smottamenti della rupe tufacea e la mancanza di spazi per ulteriori costruzioni, costringendo in qualche maniera i calcatesi a spostarsi fin dagli anni 60' nella città nuova a due chilometri di distanza, al di là del cavalcavia . Ma Calcata non è mai stata abbandonata completamente e grazie al boom economico di quel tempo e la fuga dalle grandi città alla ricerca di un posto tranquillo dove vivere, cambia look e si popola di artisti, intellettuali, alternativi che danno vita ad un nuovo paesino.Si entra a Calcata superando il semaforo: a destra uno degli ingressi al Parco della Valle del Treja, mentre a sinistra si innalzano le mura medioevali sulle quali si apre la doppia porta d'ingresso al borgo vero e proprio. Fino alla metà del secolo, accanto all'ingresso c'era una maestosa acacia secolare che venne tagliata improvvisamente in un inverno rigido per riscaldare gli studenti della scuola elementare. Intorno a quel grande albero che ora non c'è più, per scaramanzia i longobardi ci giravano intorno a cavallo prima di andare in battaglia ed i calcatesi dopo, hanno continuato la tradizione scaramantica usandola prima di arruolarsi al servizio di leva. Oltrepassata la prima porta, rigorosamente a piedi,si percorre una ripida salita fra mura e roccia, ricca di numerose botteghe e si giunge a piazza Vittorio Emanuele II in cui si affaccia la parrocchiale dei Santi Cornelio e Cipriano.

 

 

172 metri s.l.m.
884 abitanti

C.a.p. 01030


Confina con i comuni di:
Faleria,
Rignano
Flaminio, Magliano
Romano e Mazzano
Romano.


 

 

 

 


Nella chiesa è custodita una preziosa reliquia , identificata nel prepuzio di Gesù bambino. Si dice che questo reperto venne dato da un angelo a Carlo Magno che a sua volta lo affidò al Sancta Sanctorum del Laterano. Venne poi rubato da un soldato durante il Sacco di Roma che ritornando dalla marcia si ammalò gravemente a Calcata. Solo in punto di morte si pentì del misfatto ma non rivelò mai il posto in cui aveva nascosto la reliquia che venne ritrovata solo dopo trenta anni. Di fronte alla chiesa sorge il palazzetto baronale di origine medioevale , di cui una lapide ne attesta l' appartenenza ai Marchesi Sinibaldi e un negozio di antiquariato indiano. Da qui le strette viuzze in cui artigiani e piccoli commercianti espongono i loro prodotti ed un museo in cui sono conservati tutti i vecchi attrezzi usati da contadini e non, tra cui una sedia del barbiere, serrature, arricciacapelli….; e il Museo Arte e Natura in cui ci sono opere realizzate con materiali naturali e quindi statue in tufo e legno, sculture….(omissis)

di Silvia Tarantelli

   
 

   

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