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1 . Aspetti territoriali, demografici ed urbanistici
Dal punto di vista territoriale il IV Municipio è vasto più
di 9781 ettari e si colloca tra il Tevere, l'Aniene, la via Nomentana
e la via Salaria. Il territorio è stato interessato dai fenomeni
vulcanici che si verificarono centinaia di migliaia di anni fa per opera
dei Monti Sabatini e dei Vulcani Albani, ma un contributo significativo
deriva dall'opera erosiva esercitata dal fiume Tevere, ed Aniene e dai
numerosi fossi . Il territorio municipale appare abitato fin da epoca
molto antica: resti fossili risalenti a più di 700.000 anni fa
sono stati ritrovati in una zona della Bufalotta, mentre altri reperti
di epoca più recente (200.000 anni fa) sono stati rinvenuti nella
località denominata Monte delle Gioie (odierno scalo ferroviario
della Serpentara), e Sacco Pastore (attuale Via Val di Nievole, 120.000-
80.000 anni fa).
2. Gli antichi insediamenti: Crustumerium, Fidene
e l'ascesa di Roma.
Tra i centri più importanti del Lazio antico dobbiamo citare Crustumerium
e Fidenae. Queste città sono state oggetto di scavi negli ultimi
anni del secolo scorso portando alla luce numerosi corredi funebri, nonostante
le depredazioni dei tombaroli. All'atto della fondazione di Roma (753
a.C), Fidene era un centro già florido che sfruttava le vie di
comunicazione fluviali e terrestri. In particolare con la presa di Cenina
(ponte Mammolo), del territorio di Ficulea (tra la Nomentana e il Grande
Raccordo Anulare), di Crustumerium (nel settore N-E della Salaria) e con
le assegnazioni di territori dell'agro di Fidene ai clienti della gens
Claudia, - nonché con la battaglia sul fiume Cremera - si era cercato
, come ritenne il Sozi , di isolare e accerchiare la città di Fidene
da Veio e dalle importanti vie di comunicazione fluviali (Tevere) e terrestri
(Via Salaria). Per contrastare i Romani, Fidene si era alleata con l'etrusca
Veio ma, nel 474 a seguito dell'armistizio quarantennale tra Roma e Veio,
fu prima occupata da una guarnigione romana per poi essere conquistata,
saccheggiata e data alle fiamme dai Romani (436-435 a.C.). La città
divenne un municipium di Roma e parte degli abitanti cadde in schiavitù.
Per ricostruire le mura ed alcuni edifici che erano stati distrutti dopo
l'incendio gallico, i Romani fecero affluire da Fidene una grossa quantità
di pietre di tufo. Con la caduta di Fidene, l'Urbe riuscì a porsi
in una posizione favorevole nella lotta contro Veio. Tuttavia, i Romani
impiegarono dieci anni (406-396 a.C.) per conquistare Veio, che venne
definita la "Troia etrusca". Per quanto riguarda Fidene, il
Coarelli ha evidenziato che in epoca tardo-repubblicana la città
aveva perso gran parte della sua importanza perché da un passo
di Strabone si evince che Fidene, insieme a Gabii e a Labici, viene posta
come esempio di città ridotta a villaggio. Questo fenomeno va posto
in relazione con la crisi della piccola proprietà agricola e con
la crescita del latifondo nella zona posta tra l'antica via Ficulea (Nomentana)
e la Salaria. In epoca imperiale negli ampi latifondi, al cui centro si
collocavano le ville, della zona di Monte Sacro, Fidene, Vigne Nuove,
Bufalotta, Prati Fiscali, Serpentara, Tor S. Giovanni, Settebagni, Castel
Giubileo e Magliana furono rinvenute delle aziende agricole dove si coltivavano
alberi da frutto, fiori, grano, ortaggi, ulivi e viti.
3. Il periodo imperiale.
In epoca imperiale la zona di Montesacro raggiunse il pieno sviluppo dal
punto di vista economico-residenziale, ma i prodomi di questo fenomeno
risalgono agli ultimi due secoli della Repubblica. La rete viaria era
cresciuta in modo intensivo e lungo i suoi percorsi erano state costruite
svariate ville usate per scopi agricoli e come dimore permanenti o temporanee.
Tra le numerose ville della zona montesacrina una delle più importanti
è quella del liberto Faonte. Nel corso degli scavi condotti nel
sito venne alla luce un'urna funeraria con incisa un'iscrizione dedicata
a Claudia Egloge. Essa era stata la nutrice di Nerone ed insieme ad Atte
aveva raccolto il corpo dell'imperatore per poi trasportarlo nella tomba
dei Domizi. Questa villa secondo alcuni studiosi, deve essere identificata
con la villa di Faonte. Al riguardo Svetonio ci informa che questo liberto
consigliò a Nerone di rifugiarsi nella sua villa per sfuggire all'ira
dei partigiani di Galba. Sopraggiunti quest'ultimi l'imperatore decise
di suicidarsi ficcandosi un pugnale in gola, aiutato da Epafrodido. Da
Svetonio apprendiamo che l'edificio si trovava tra la via Nomentana e
la Salaria e con precisione, secondo l'identificazione effettuata dagli
archeologi, in via Passo del Turchino, (Svetonio, Vita di Nerone, 48-49).
La villa doveva essere di grandi dimensioni ed era suddivisa in due sezioni:
una rustica e l'altra abitativa e ad essa era annessa una grande cisterna
i cui resti sono ancora visibili. Resti di un'altra grande villa, del
I-II sec. d.C, sono visibili in Piazza Monte Torrone, mentre se prendiamo
via Lina Cavalieri possiamo vedere un tratto di una antica strada romana.
4. Il Medioevo
La crescita del latifondo determinò lo spopolamento del territorio
del IV Municipio, ma i centri di Capobianco, Fidene e Montesacro non risentirono
di questo fenomeno. Nell'ambito del nostro distretto un incremento demografico
si verificò intorno all'abitato di Castel Giubileo e lungo la via
Nomentana all'altezza del luogo del martirio di S. Alessandro. L'estendersi
del tessuto abitativo si sviluppò intorno ai nuclei religiosi di
S. Michele Arcangelo, Castel Giubileo, S. Alessandro e poi anche intorno
ad altre chiese. La motivazione era di natura logistica, economica, religiosa
e politica: con la crescita delle invasioni barbariche le chiese diventarono
i centri dove la popolazione, che si dedicava all'agricoltura cercava
di aggregarsi. Si tentava di costituire dei piccoli nuclei agricoli indipendenti
formati da contadini e da piccole guarnigioni di presidio. Si trattava
del sistema delle domuscultae che si sviluppò con papa Zaccaria
(741-752) e Adriano I (772-795) e contribuì a rafforzare il dominio
della Chiesa a scapito della proprietà privata. In molti casi la
popolazione riutilizzava, per gli scopi suddetti, gli edifici di epoca
imperiale ancora in buone condizioni. Sui resti delle ville presenti nella
zona della Marcigliana, Prati Fiscali e della Serpentara sorsero dei casali,
ma anche gli altri monumenti e le tombe seguirono una sorte analoga. Un
destino diverso subì, invece, il sepolcro romano posto nelle vicinanze
di Ponte Salario che fu riutilizzato come torre di guardia per scopi difensivi
e di sorveglianza.
5. Verso i giorni nostri: la nascita della "città
giardino " e degli altri quartieri
Alla fine del secondo conflitto mondiale per arginare il fenomeno della
disoccupazione dilagante lo Stato intervenne con piani di sviluppo dell'edilizia
mediante una politica di sgravi fiscali per i costruttori e di abolizione
delle tasse sulle aree fabbricabili. L'obiettivo era quello di edificare
dei nuovi quartieri popolari nelle zone periferiche demolendo le numerose
baracche presenti sulle principali arterie di Roma. Il primo nucleo abitativo
della zona di Montesacro fu costruito nel 1919 per iniziativa degli impiegati
delle Ferrovie dello Stato. Fu edificato lungo la via Nomentana in direzione
dei Prati Fiscali. Per opera del Governatore di Roma Filippo Cremonesi
e del Presidente dell'Istituto Case Popolari Alberto Calza Bini venne
portato avanti il piano di realizzazione della città-giardino.
Si pensava di creare una "Garden city", nella zona montesacrina,
che fosse la più grande d'Italia e del mondo. Il modello della
città-giardino segue un modello urbanistico di tipo inglese secondo
il principio di far usufruire ai cittadini i benefici della città
e quelli della campagna cercando di eliminare i corrispettivi disagi.
L'attività costruttiva fu affidata al "Consorzio Città-Giardino
Aniene" costituito dall'Istituto Case Popolari e dall'Unione Edilizia
Nazionale, su progetto di Gustavo Giovannoni. Nel progetto del Giovannoni
si prevedeva che alla testa del Ponte Tazio dovevano sorgere i servizi
essenziali della citta-giardino: il parco, l'ufficio postale, il cinema-teatro,
i negozi e la chiesa. Intorno a questo nucleo si dovevano costruire le
strade alberate, le case (prevalentemente villini) che dovevano essere
circondate dal verde dei giardini.
Nel territorio del IV Municipio negli anni '30 e '40 sorsero le borgate
di Valmelaina, Cecchina e Tufello, mentre tra gli anni '40 e '50 viene
realizzato il Grande Raccordo Anulare. Le prime abitazioni realizzate
nel quartiere del Tufello somigliavano molto alle palazzine realizzate
nella "garden city" di Montesacro (palazzine di pochi piani
immerse nel verde), ma dopo il secondo conflitto mondiale l'edilizia diventa
più intensiva: le case diventano più alte e diminuiscono
le aree verdi e i cortili. Nel periodo tra gli anni '50 e '60 il fenomeno
degenera perché gli spazi si sono ulteriormente ridotti e quindi
i piani edilizi prevedono la realizzazione di palazzine anche di 6-7 piani
con aree esigue per i giardini e i cortili. Il fenomeno dell'edilizia
intensiva coinvolge la stessa "garden city" (alcuni villini
demoliti per dar spazio ai palazzoni), il menzionato quartiere del Tufello,
ma anche la Bufalotta, Vigne Nuove. Tra gli anni '59 e '62 nasce il quartiere
di Montesacro Alto (detto anche quartiere Talenti) nella zona posta tra
via Nomentana e via della Bufalotta.
La stesa località dell'antica Fidene fu interessata da questo fenomeno
edilizio nonostante il piano regolatore del 1962 che ne prevedeva un'utilizzazione
agricola. Nasce, quindi , la borgata Fidene mentre altre palazzine "sorgono
come funghi" anche nella zona di Castel Giubileo, mentre continua,
dopo il 1962, la crescita del quartiere di via delle Vigne Nuove con la
costruzione di case popolari promosse dallo I.A.C.P. (Istituto Autonomo
Case Popolari). Negli anni '70 la IV circoscrizione conosce una nuova
crescita edilizia non solo lungo l'asse di via Vigne Nuove, ma anche in
altri quartieri come Conca d'Oro, Valmelaina, Nuovo Salario e la Serpentara.
Mentre si riusciva a preservare il Parco di Aguzzano, posto nella V circoscrizione
ma contiguo anche alla IV sull'asse della via Nomentana, il fenomeno urbanistico
non si arrestò nel quartiere Talenti; negli anni tra il 1995 e
il 1998 i piani edilizi coinvolsero le grandi estensioni verdi poste tra
via Gaspara Stampa, via Nomentana, e via Casal Boccone. Tutto questo creò
grossi scompensi nella popolazione residente e non residente - tra quest'ultimi
il sottoscritto quando episodicamente ritornava nel quartiere dove aveva
vissuto la sua giovinezza- , in quanto gli abitanti di questa zona di
Talenti si erano abituati alla secolare pace e tranquillità di
queste vaste estensioni che si estendevano intorno alle loro case.
Nei tempi recenti la cresciuta sensibilità verso i problemi ecologici
e di salvaguardia del territorio ha posto un freno alla crescita edilizia
ed il Comune in cooperazione con la Regione sta portando avanti dei piani
di risanamento edilizio, valorizzazione del territorio o di salvaguardia
delle "cinture verdi della capitale"; le zone coinvolte nell'ambito
del IV distretto sono il Parco della Bufalotta, la zona di Fidene -Valmelaina,
Cinquina e Casal Boccone. Attualmente la gestione del sistema delle Aree
Naturali Protette nel Comune di Roma spetta all'Ente Regionale "RomaNatura"
(istituito nell'aprile del 1998). Tra i diversi parchi naturali che gestisce
menzioniamo la Riserva Naturale della Marcigliana (IV Municipio), il Parco
Regionale Urbano di Aguzzano e la Riserva Naturale della Valle dell'Aniene
(V Municipio)
TESTI CONSULTATI
· COMUNE DI ROMA, La Città Giardino. Una passeggiata nel
territorio della IV circoscrizione, Roma, 1996.
· IV CIRCOSCRIZIONE. COMUNE DI ROMA, Le origini. Un museo per la
Quarta Circoscrizione, a cura di Brocato P, Buda C. Z, Roma, 1999(?)
· QUILICI - S.QUILICI, Crustumerium, 1980.
· Ultime scoperte a Crustumerium, in "Archeo", anno XIII,
n. 8(150), Agosto 1997, pp. 32-39.
· R. BLOCH, La civiltà etrusca, Milano, Xenia, 1994
· L. KELLER, La civiltà etrusca, Milano, Garzanti, 1991
· M. PALLOTTINO, Etruscologia, Milano, Hoepli,1982
· M. TORELLI, Storia degli Etruschi, Roma-Bari, Laterza, 1981
· "Historia", Settembre, 1995, numero speciale: Gli Etruschi
il popolo che venne dal futuro
· G. CLEMENTE, Guida alla storia romana, Milano, Mondadori, 1990
· F. COARELLI, Roma, Roma-Bari, Laterza, 1980.
· F. COARELLI, Dintorni di Roma, Bari, Laterza, 1993.
· A.RAVAGLIOLI, Roma anno 2750 ab urbe condita, Roma , Newton &
Compton, 1997
· QUILICI-GIGLI, Roma fuori le mura, Newton Compton, 1986
· L. GATTO, L'Italia nel Medioevo: gli italiani e le loro città
, Roma, Newton & Compton, 1995
· G. SOZI, Montesacro. Antico e nuovo, Roma, 1994.
altri
articoli di Mario Ierardi
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