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LA PIAZZA
In età medievale questa zona era costituita da
un prato fiorito popolato dal bestiame, con le case e le torri solo da
un lato, a ridosso dei ruderi del Teatro di Pompeo; dall'altro lato la
vista del Tevere. Intorno agli anni '40 del 1400, papa Eugenio IV fece
lastricare la piazza che divenne luogo di mercato, di traffici di varia
natura, centro di alberghi e locande, di librerie, dimora di celebri cortigiane
(tra cui l'amante di papa Alessandro VI Borgia, padre di Lucrezia e del
duca Valentino), ma anche sede di supplizi di vario genere e di esecuzioni
capitali.
Attualmente Campo de' Fiori è una delle piazze più vitali
di Roma; ogni mattina, tranne la domenica, è sede di un pittoresco
mercato. Da qualsiasi via si acceda si è colti da una sensazione
di freschezza, di continuo movimento. L'attenzione viene catturata dall'andirivieni
delle persone fra le bancarelle, dai colori di fiori e verdure, dagli
odori di frutta e di pesce. Nel pomeriggio tutto tace. Solo allora si
è in grado di mettere a fuoco l'irregolare architettura della piazza
e i due elementi che la caratterizzano: la statua di Giordano Bruno, cupa
e solenne nel lungo mantello domenicano e la fontana collocata sul finire
del secolo scorso, quando la piazza venne ampliata a seguito di alcune
demolizioni.
Di sera e fino a tarda notte Campo de' Fiori è un luogo molto frequentato
per lo più da giovani, che lo affollano nelle estati romane, sorseggiando
birre, chiacchierando o ascoltando la musica dei molteplici locali che
circondano la piazza. Per questa ragione balza spesso sulla cronaca dei
quotidiani a causa delle reiterate proteste dei residenti che non riescono
a dormire per il frastuono.
Oggi Bruno, a detta di alcuni frequentatori della piazza, costituisce
il "santo patrono" dei laici, martire del libero pensiero, il
protettore del popolo, degli studenti alternativi, di musici, attori e
giocolieri di strada, degli spiriti inquieti, di quanti si sentono inappagati
dalla realtà umana e non rinunciano a credere nella possibilità
di un mondo più giusto ed evoluto.
Enrico M
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