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e-mail del 02 agosto 2003

KITESURF vietato!!

 

Gentilissima redazione,
vorrei poter esprimere il mio umile parere, da "bravo ragazzo" quale sono, ma ghettizzato da alcuni perché pratico il kitesurf. Sport nuovo emozionante e molto a contatto con il mare. L'unico mio rammarico in questo momento dove sui giornali è apparsa la notizia che tale sport è stato VIETATO, bandito dal litorale che va da Nettuno fino a Ladispoli, è quello di non essermi appassionato magari al calcio, o qualche altro sport per cosi dire approvato dalla comunità.
La domenica, magari, invece di sfrecciare (come dicono tutti ormai) tra le onde del mare, potevo scaricare le mie tensioni del lavoro settimanale in qualche bella rissa da ultrà o in qualche bell'ubriacatura per strada rompendo vetrine e dando fuoco a cassonetti.certo che imbecille che sono io e tanti altri come me. Senza tener conto che magari addirittura avrei potuto diventare un tossicodipendente, poi redimermi, curarmi in qualche comunità pagata da tutti e magari alla fine mi trovavano anche lavoro. Imbecille davvero.io e tanti altri a credere nello sport sano.
L'ingiustizia perpetrata dalla capitaneria di porto nei nostri confronti, trova il proprio mandante proprio in quella categoria guarda caso, che sono proprio loro i primi a contravvenire. I concessionari! Chi è che di noi può dire veramente che qualche ordinanza di abbattimento sia stata, ma dico magari una sola ditemela, attuata? Sapete che il limite per delimitare uno stabilimento da un altro non dovrebbe superare i 90 cm di altezza e che gli unici incidenti di cui si possa dar prova di un kitesurf coinvolto ( tra l'altro in prima persona e non coinvolgendo nessuno), sono per la maggior parte dovuti all'impatto con alcune di queste strutture abusive sull'arenile?
La maggior parte delle volte che l'ala, la vela cade in acqua quando possono esserci bagnanti è quando ci si avventa con poco vento e quindi la vela corre il pericolo di stallare. Stallare in italiano vuol dire perdere la portanza, l'efficienza, quindi una vela di tessuto leggero con dei galleggianti gonfiati ad aria che precipita solo con l'effetto del suo peso e come se un materassino ci cadesse sul corpo, insomma ditemelo voi ma quanti feriti abbiamo fatto? Il pericolo è per noi stessi magari in quelle giornate quando invece il vento è più forte, con gli ostacoli posti dai concessionari non per bagnanti che in quel tipo di giornate soprattutto preferiscono il riparo tra i settori delle cabine.
Basta demonizzare le novità. Sono stati fatti dei progetti, alcuni ci hanno investito dei soldi, è stato fatto più di un campionato italiano con tanto di sponsor e di autorizzazioni marittime. Insomma è come se affittassi per un anno un appartamento a qualcuno e a contratto concluso dopo un po' di mesi mi ripresentassi con l'aumento del canone o lo sfratto. Stiamo al 2 di agosto mancano esattamente 59 giorni alla fine della stagione balneare, dove sta tutto questa emergenza e soprattutto dove sono i dati della famigerata pericolosità tale da chiederne la sospensione per tutto il territorio di questo sport? Il kitesurf è uno sport impiantato da circa tre anni qui, producessero i dati degli incidenti tra tutte le attività sportivo/balneari praticate, io in prima persona sono stato preso da un pescatore con l'amo, un mio amico da un racchettone in faccia, un'altro preso un pedalò in testa mentre riemergeva, dovè l'inganno? Solo perché noi siamo più tolleranti di altri? Non è giusto vietare qualcosa e soprattutto "in corso d'opera".
La mia proposta è che il comandante della capitaneria assieme ai balneari che hanno provato la nostra "incompatibilità" con bagnanti, di tasca loro, non con i soldi dell'erario che per altro sono anche nostri ci riconvertano le nostre attrezzature in soldi per iniziarne una "legale" insomma come è già stato fatto con i contrabbandieri che hanno preso i fondi per trasformare in barche da pesca i loro motoscafi d'altura.
Al comandante della capitaneria che ha firmato una tale ordinanza, auguro di trascorrere delle felici domeniche, è chissà che non ci dovessimo incontrare, magari in opposte fazioni di ultrà.

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