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Storia >> La donna dell'Antica Roma >> Primi ornamenti
   

“…mi hai ripulito per farti comprare quelle fave di vetro.
E’ certo che se avessi una figlia le staccherei le orecchie!”
(Petronio, Satyricon, 67, 9
)

 
 

Roma - Museo Nazionale Romano

 


Primi ornamenti

La fanciulla della figura 15, dal viso serio e l'espressione assorta, sta assistendo ad un rito religioso. Semplice la sua pettinatura come le piccole buccole che compaiono alle sue orecchie. Sono orecchini del tipo a gocciola, che lei certamente sogna di sostituire al più presto con i più ricchi e luminosi pendenti indossati dalle matrone di età imperiale.5

Plauto chiama i pendenti del tipo indossato dalla ragazza con l’appropriato termine greco di stalagmia, cioè sospesi a un filo, come una goccia.6 Gli orecchini, inaures, sono il primo degli ornamenti femminili, il solo la cui passione sia comune a tutte le età e classi sociali.

In età imperiale una ragazza di classe media poteva contentarsi della modesta buccola d’oro a cerchio semplice o incrostato di qualche pietruzza, ma nel periodo più antico e fino agli ultimi secoli dell’età repubblicana di questo tipo erano gli orecchini usati generalmente anche dalle matrone più facoltose

“Monile ornamentum ex gemmis est, quod solet ex feminarum pendere collo…” (la collana è un ornamento di gemme, che solitamente pende dal collo delle donne)
Isidoro, Etymologiae, XIX, 31, 11

Nel 1964 un operaio avvisava la polizia di avere scoperto al Km.11 della Via Cassia un corpo umano tra il materiale di scavo per le fondamenta di un edificio. Si appurò che si trattava della mummia di una bambina di otto anni di epoca romana. Il sarcofago nel quale era deposta era andato distrutto durante i lavori di sterro.

Al collo della bambina c’era, perfettamente intatta, una collana lunga trentasei centimetri e mezzo a filo d’oro lavorato a cordoncino con la sua preziosa appendice di gemme, tredici zaffiri, appena lavorati nelle naturali facce prismatiche. Tutta la bellezza della collanina risiede nella sua semplicità.
Al dito mignolo la bimba aveva un anello d’oro, mentre le sue orecchie dovevano essere ornate da semplici orecchini a cerchietto aureo. Tutti ornamenti forse regalati alla piccola dai genitori in occasione di feste per quei suoi pochi giorni natalizi.7 Non mancava la sua bambola d’avorio, pettinata alla moda dell’imperatrice Faustina Minore.8

Fig.15 - fanciulla pompeiana
Pompei Villa Dei Misteri


La primitiva collana femminile sarà stata forse di foglie e fiori campestri o di bacche, pietruzze, conchiglie. Ma più tardi questo istintivo desiderio del bello sarà soddisfatto da metalli e pietre preziose, dalla tecnica e dall'arte.

Negli ornamenti rinvenuti non è riscontrabile uno stile di oreficeria propriamente romano, ma sono evidenti gli influssi dell’Etruria e della Magna Graecia. I gioielli di epoca romana rinvenuti nel Lazio e nell’Italia settentrionale infatti non sembrano distinguersi affatto dai modelli etruschi del III° e II° secolo a.C.9

La collana femminile è detta monile dal termine sanscrito manya che significa nuca.
I Romani distinguono questo gioiello, che è un ornamento propriamente femminile, flessibile e snodato in più maglie dal torques, rigido cerchio metallico ritorto di uso prevalentemente maschile, che generalmente attesta onorificenze militari.10

Domenico Augenti

 

La donna dell'Antica Roma
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