GIOCARE
ALLE NOCI
Queste ragazzine romane dai capelli raccolti in un
semplice nodino (tutulus), giocano alle noci. Quella accovacciata, al
centro del bassorilievo, sta ultimando la disposizione delle tre noci
di base (castella). A sinistra la bambina seduta su un bassissimo sgabello,
ha appena ricevuto da una compagna la noce da tirare ed è tutta
intenta a mirare il bersaglio per un corretto lancio. Dietro di lei
un’altra ragazza regge la veste colma delle noci vinte. Il gioco
delle fanciulle non è disturbato dalla zuffa, visibile sulla
destra del rilievo, sorta tra i due ragazzini, probabilmente i loro
fratelli, che si stanno accapigliando per motivi di gioco, abituate
come sono alle loro frequenti liti.(16)
Ovidio descrive almeno sette modi di giocare alle noci. Il ludus castellorum,
giocato da queste fanciulle, consisteva appunto nel disporre a terra
tre noci ravvicinate a forma di triangolo e nel farne cadere con delicatezza
e precisione una quarta, che doveva rimanere in equilibrio su quelle
di base. Un altro gioco consisteva nel far crollare una piccola piramide
di noci con un tiro effettuato da una certa distanza.(17)
Se i ragazzi romani non giocano con la bambola per evitare l’infamante
accusa di comportarsi da “femmine”, le ragazze praticano
invece senza problemi anche i giochi dei ragazzi, come quello delle
noci, dei dadi e degli astragali, che non posseggono un analogo valore
simbolico.(18)
Nell’usanza da parte dello sposo romano di lanciare noci sui paggetti
del corteo nuziale si può cogliere invece un altro simbolo. L’espressione
“abbandonare le noci” (nuces relinquere) adottata in questa
occasione nei confronti del neo marito vuole significare che con il
matrimonio questi si ritiene definitivamente uscito dall’infanzia.(19)
Tuttavia l’adulto Augusto gioca alle noci con i bambini per rilassarsi
(animi laxandi causa).(20)
NOTE
Giocare alle noci
(16) E. Salza Prina Ricotti, Giochi
e giocattoli, cit., p.45-46.
(17). Ovidio,
Nux, 73-86 a cura di F. Lenz, Paravia, 1939; AA.VV. Da Roma per gioco,
Giochi e giocattoli, cit., p. 14.
(18). néraudau,
op. cit, p.298-299. Le noci avevano altri valori simbolici, come quello
di fecondità, perché si gettavano noci durante le feste
di Cerere (Plinio il Vecchio, Storia Naturale, XV, 22, 24; Festo s.v.
Cerialibus e s.v. Nuces).
(19). Catullo,
LXI, 133; Fedro, III, 14; Persio, I, 10; Marziale V, 84,1.
(20). Svetonio,
Augusto, 83.
Domenico
Augenti