conoscere

cercare
creare
comunicare
Storia >> La donna dell'Antica Roma >> Giocare alle noci di Domenico Augenti
   

“…tutto il gioco sta in non più di quattro noci, quando con due tiri o con uno soltanto una noce va collocata sopra ad altre tre ”
(Ovidio, Nux, 73-74)

 
 

 

Fanciulle che giocano alle noci
Roma - Musei Vaticani

 


GIOCARE ALLE NOCI

Queste ragazzine romane dai capelli raccolti in un semplice nodino (tutulus), giocano alle noci. Quella accovacciata, al centro del bassorilievo, sta ultimando la disposizione delle tre noci di base (castella). A sinistra la bambina seduta su un bassissimo sgabello, ha appena ricevuto da una compagna la noce da tirare ed è tutta intenta a mirare il bersaglio per un corretto lancio. Dietro di lei un’altra ragazza regge la veste colma delle noci vinte. Il gioco delle fanciulle non è disturbato dalla zuffa, visibile sulla destra del rilievo, sorta tra i due ragazzini, probabilmente i loro fratelli, che si stanno accapigliando per motivi di gioco, abituate come sono alle loro frequenti liti.(16)
Ovidio descrive almeno sette modi di giocare alle noci. Il ludus castellorum, giocato da queste fanciulle, consisteva appunto nel disporre a terra tre noci ravvicinate a forma di triangolo e nel farne cadere con delicatezza e precisione una quarta, che doveva rimanere in equilibrio su quelle di base. Un altro gioco consisteva nel far crollare una piccola piramide di noci con un tiro effettuato da una certa distanza.(17)
Se i ragazzi romani non giocano con la bambola per evitare l’infamante accusa di comportarsi da “femmine”, le ragazze praticano invece senza problemi anche i giochi dei ragazzi, come quello delle noci, dei dadi e degli astragali, che non posseggono un analogo valore simbolico.(18)
Nell’usanza da parte dello sposo romano di lanciare noci sui paggetti del corteo nuziale si può cogliere invece un altro simbolo. L’espressione “abbandonare le noci” (nuces relinquere) adottata in questa occasione nei confronti del neo marito vuole significare che con il matrimonio questi si ritiene definitivamente uscito dall’infanzia.(19) Tuttavia l’adulto Augusto gioca alle noci con i bambini per rilassarsi (animi laxandi causa).(20)

NOTE
Giocare alle noci

(16) E. Salza Prina Ricotti, Giochi e giocattoli, cit., p.45-46.

(17). Ovidio, Nux, 73-86 a cura di F. Lenz, Paravia, 1939; AA.VV. Da Roma per gioco, Giochi e giocattoli, cit., p. 14.

(18). néraudau, op. cit, p.298-299. Le noci avevano altri valori simbolici, come quello di fecondità, perché si gettavano noci durante le feste di Cerere (Plinio il Vecchio, Storia Naturale, XV, 22, 24; Festo s.v. Cerialibus e s.v. Nuces).

(19). Catullo, LXI, 133; Fedro, III, 14; Persio, I, 10; Marziale V, 84,1.

(20). Svetonio, Augusto, 83.



Domenico Augenti

 

La donna nell'Antica Roma
La bambola <<< altri capitoli >> Giocare con gli astragali

 

http://www.portalidiroma.it/modules/xdirectory/Pagine
Gialle
AzRoma

fercciaVedi mappa satellitare

frecciaHai un'attività?
Inseriscila qui

Hai una foto?
Inseriscila qui
Un evento ?
Inseriscilo qui

 

 

 

Copyright © AZROMA 1999 - 2006.
Tutti i diritti riservati - All rights reserved

a

conoscere

cercare
creare
comunicare
b
c