Anche se
sposata, a una matrona fa piacere osservare le attenzioni dei maschi
sulla sua persona. ( 1 )Ma lei sa
tenere gli uomini alla larga. Si è resa conto dei vantaggi ottenuti
con le nozze che non vuole certo perdere per una stupida impudicizia.
Finalmente nella sua nuova casa non sarà più sua madre,
ma lei personalmente a prendere ogni decisione, a governare gli schiavi,
a consigliare il marito. Si è liberata della padronanza materna,
ma anche della tormentosa vigilanza paterna sulla sua attività
sessuale. Cadute le inibizioni ricevute da vergine, ora con suo marito
può dare libero sfogo al naturale richiamo dei sensi. Ha insomma
ottenuto molto ed è fermamente decisa a scoraggiare ogni tentazione
di rapporti extra coniugali. Per suo marito vuole essere una casta vestale,
come la sacerdotessa "presa" dal Pontefice.
( 2 ) Non deve, non vuole tradire in nessun modo
l'uomo che le hanno messo accanto. Uno che la rispetta e che la fa rispettare
dagli altri. ( 3 ) Se suo marito va
a letto con una schiava, una libertina, con una mima (
4 ) o con una meretrice faccia pure, lei non si
offende. Se poi lo fa con una matrona come lei, peggio per lui, rischia
molto. ( 5 ) In ogni caso di essere
tradito da sua moglie non deve neanche sospettarlo. Solo per un sospetto
del genere potrebbe arrivare a ripudiarla. ( 6 )
Ci sono state delle svergognate che con un adulterio si sono giocato
tutto, anche la vita. Una volta un marito tradito poteva uccidere gli
adulteri se li sorprendeva in casa sul fatto. Se invece l'adultera non
era colta in flagrante, il marito offeso dal tradimento, doveva convocare
un tribunale familiare e tutto si risolveva in casa.
( 7 ) Poi per punire le donne maritate
che hanno tradito la fede coniugale hanno fatto addirittura una legge
( 8 ) Per secoli non c'è mai
stato bisogno di vietare queste cose. Gli antichi avevano costumi rozzi,
ma puri. Il popolo venerava la dea Pudicizia, circondava le matrone
di profondo rispetto e guardava con orrore a una donna maritata che
avesse avuto rapporti sessuali con un uomo diverso dal marito. (
9 )
Adesso queste faccende intime non riguardano più solo il marito
e il padre di queste mogli fedifraghe. Anche il magistrato vuole sapere
come è andata. Una moglie infedele va cacciata di casa e il marito
ha tre giorni per denunciarla al giudice. Se lui, o il padre dell'adultera,
non la denunciano entro sessanta giorni, al loro posto lo possono fare
tutti. Che vergogna! Per non parlare dei castighi imposti dalla legge
a queste disgraziate. Si può essere condannate come adultere
già a dodici anni ( 10 )
Il marito che scopre la moglie fare all'amore in casa sua con un mimo,
un ruffiano, uno schiavo o un liberto è autorizzato ad uccidere
lei e l'amante, ma se il complice non rientra in queste categorie chi
uccide in un impeto d'ira rischia l'esilio. ( 11 )
All'adultera la segregano su un'isola. Le viene tolta metà della
dote e un terzo del patrimonio. ( 12 )
Non può più sposarsi,
( 13 ) fuori di casa tutti la disprezzano
come donna impudica, non le è consentito indossare la stola delle
matrone e deve uscire con l'infamante toga delle prostitute, (
14 ) non può neppure rendere testimonianza.
( 15 ) E' la fine di ogni rispettabilità.
A lei tutto questo non accadrà. Per restare fedele al marito
non è necessario fare come Lucrezia. (16 )
Ad evitare scandali e castighi basta tenere lontana ogni pericolosa
tentazione con la pudicizia di una virtuosa matrona. (
17 ) A suo marito vuole restare fedele anche dopo
la morte di lui, come si addice a una sposa romana, che rimesta vedova
non si risposa. E per vantarsi del titolo di univira, come chiamano
chi nella vita si è maritata una sola volta, non c'è bisogno
di togliersi la vita, di salire sul rogo funebre del marito, di trafiggersi
con la spada ( 18 ) o di ingoiare
carboni ardenti. ( 19 )
(
1 )
Orazio, Sat., I, 2, 28 ss.
( 2 ) Vedi retro n.19: "Vergini
per la dea"
( 3 ) Cantarella, Passato prossimo,
Feltrinelli, Milano, 1996.
( 4 ) Orazio, Sat., I, 2, 50 ss.
( 5 ) L'uomo che intrattiene rapporti
sessuali con una donna maritata può essere ucciso dal padre o
dal marito di lei quando viene colto in flagrante adulterio (vedi sopra
e alla nota 24). Quello che non è ucciso subito perisce sotto
le verghe o é ridotto a morire di fame o subisce la vendetta
privata della castrazione o infine viene appeso per i piedi e sodomizzato
con il rafano selvatico, un'erba irritante o con il mugile, un pesce
particolarmente mordace (Occidere adulteros lex permittit
Quintil.,
Declam.minores, 335; Inst. Or., III, 6, 17, 27 e V, 10, 39, 52, 58;
Calp. Flacc., Decl., 11; Val. Max., VI, 1, 13; Plaut., Curcul.,, I,
28, ss.; Mil. Glor., V, 2, ss.; Poenul., IV, 2, 40; Teren., Eunuch.,V,
5, 15; Marziale, II, 60; Catullo, 15 fin.; Orazio, Sat., I, 2, 40 ss.;
Gioven., X, 311 ss.). Con la riforma augustea il complice dell'adultera
può essere esiliato in un'isola e subire la confisca di metà
del patrimonio (L.26 D. De ritu nupt., XXIII, 2).
( 6 ) Cesare ripudiò la moglie
Pompea quando il giovane Clodio si era introdotto furtivamente in casa
sua durante un sacrificio alla Bona Dea riservato alle matrone. Motivò
il ripudio dicendo che sua moglie doveva essere "al di sopra di
ogni sospetto (Plutarco, Cesare, 9).
( 7 ) La legge delle XII Tavole richiedeva
l'uccisione immediata di entrambi gli amanti, altrimenti la vendetta
del marito non era giustificata (Quintil., V, 10, 104; Decl. 277, 279,
284, 291, 335, 347, 379; Seneca il Vecchio, Contr., I, 4; II, 24; Calp.
Flacc., Decl., 46 ss.). L'istituzione del Iudicium Domesticum si fa
risalire a Romolo (Dion. Hal., II, 25). Livio (X, 31) ci dice che le
funzioni originarie di questo tribunale domestico passano in seguito
a censori ed edili. La donna adultera anche in epoca imperiale viene
giudicata dal tribunale familiare quando manca la pubblica accusa (Svet.,
Tib., XXXV; Tacito, Ann., XIII, 32). Apuleia Varilia, su consiglio di
Tiberio, fu giudicata more maiorum ed esiliata con il suo complice (Tacito,
Ann.., II, 50) .
( 8 ) Gellio, X, 23; Seneca, De Ira,
1 fin. Con la Lex Julia de adulteriis cohercendis (Svet., Oct., 34)
Augusto con questo editto speciale per reprimere l'adulterio tende a
garantire la purezza e la stabilità dell'unione coniugale in
un'epoca di grande dissoluzione dell'istituto matrimoniale. Per la prima
volta l'adulterio fu considerato un pubblico delitto. Fu una rivoluzione
che destò grande scalpore (Orazio, Od., IV, 5, 21 ss.; Ovidio,
Fasti, II, 139) per la facoltà di accusare la donna attribuita
a soggetti diversi dal marito o dal padre. Il padre di una donna, sposata
con matrimonio sine manu o da lui rimancipata, poteva da tempo anteriore
alla lex Julia impunemente uccidere la figlia adultera ed il suo complice
purchè sorpresi in flagrante reato in casa sua o del marito e
soppressi sul posto (Paul., Sent., II, 26, 1; Quint., III, 11, 7). In
mancanza di una di queste condizioni scattava per lui l'accusa di omicidio
(Plut., Apophth. P.207).
( 9 ) Cic., De Legibus, II, 4; Lattanzio,
Epist., 64; Inst., VI, 23, 24; Quintil., Inst. Or.,VII, 3, 10. Se il
marito ha rapporti sessuali con una donna non maritata non commette
adulterio.
( 10 ) Digesto, 48, 5,14 (13), 8.
( 11 ) Paul., II, 26, 4 e 5.
( 12 ) Paul, Sent., 26, 14.
( 13 ) L.26 D. De ritu nupt., XXIII,
2, ma può essere concubina (L. 1, 2 D, De Concub, XXV, 7).
( 14 )Isidoro, XXXIX, 25; Giovenale,
II, 70: Marziale, II, 39 e X, 52
( 15 ) L. 14,18 D. De testibus,
XXII, 5
( 16 ) Lucrezia aveva ceduto alla
violenza di un amico del marito che, per vincere la resistenza della
donna, aveva minacciato di ucciderla insieme ad uno schiavo per fare
apparire che li aveva giustiziati dopo averli sorpresi insieme in un
sordidum adulterium. Lucrezia, dovette cedere all'uomo, ma convocò
il marito, si fece promettere vendetta e si uccise con un pugnale, consapevole
di essere divenuta impudica suo malgrado (Livio, I, 57-59; Plauto, Anphitr.,
831-834; Seneca, De Matrim., Fr.41).
( 17 ) Un elogio alla pudicizia
della matrona viene da Seneca (De matrim.,Fr.50): "Alla pudicizia
spetta il primato tra tutte le virtù femminili.Perduta quella,
crollano tutte le altre virtù. La pudicizia dà pregio
alla donna povera, esalta quella ricca, riscatta quella brutta, è
un ornamento di quella bella. Essere pudica significa onorare gli antenati
e i figli, che non si vergognano della loro madre e non dubitano del
loro padre, ma soprattutto onorare sé stessa, che evita un oltraggio
alla sua persona
(trad. di Dionigi Vottero).
( 18 ) Come fece Arria, moglie del
senatorei Cecinio Peto, che non volle sopravvivere alla morte del marito
(Plinio, Epistulae, III, 16; Marziale, I, 13; Dione Cassio, LX, 16,
5-6; Tacito, Annali, VI, 29 e XVI, 10).
( 19 ) Così fece Porcia,
sposa di M. Bruto, il congiurato che uccise Cesare, che era stata privata
di ogni strumento offensivo nel timore che si suicidasse dopo la morte
del marito a Filippi (Val. Max., IV, 6, 5 e III, 2, 15). Sulle matrone
univirae e fedeli al marito morto: Seneca, De Matr., Fr. 44, 48 e 52.
Domenico
Augenti