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Storia >> La donna dell'Antica Roma >>FEDELTA' A SENSO UNICO di Domenico Augenti

Scena di commiato tra coniugi
Roma, Museo della Civiltà Romana

 

 

 

" Se sorprendi tua moglie in adulterio puoi
ucciderla senza essere punito in giudizio;
se sei stato tu a commettere adulterio che ella
non osi toccarti con un dito, non ne ha diritto"

(M. Catone, De Dote in Gellio, X, 23, 7)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Anche se sposata, a una matrona fa piacere osservare le attenzioni dei maschi sulla sua persona. ( 1 )Ma lei sa tenere gli uomini alla larga. Si è resa conto dei vantaggi ottenuti con le nozze che non vuole certo perdere per una stupida impudicizia. Finalmente nella sua nuova casa non sarà più sua madre, ma lei personalmente a prendere ogni decisione, a governare gli schiavi, a consigliare il marito. Si è liberata della padronanza materna, ma anche della tormentosa vigilanza paterna sulla sua attività sessuale. Cadute le inibizioni ricevute da vergine, ora con suo marito può dare libero sfogo al naturale richiamo dei sensi. Ha insomma ottenuto molto ed è fermamente decisa a scoraggiare ogni tentazione di rapporti extra coniugali. Per suo marito vuole essere una casta vestale, come la sacerdotessa "presa" dal Pontefice. ( 2 ) Non deve, non vuole tradire in nessun modo l'uomo che le hanno messo accanto. Uno che la rispetta e che la fa rispettare dagli altri. ( 3 ) Se suo marito va a letto con una schiava, una libertina, con una mima ( 4 ) o con una meretrice faccia pure, lei non si offende. Se poi lo fa con una matrona come lei, peggio per lui, rischia molto. ( 5 ) In ogni caso di essere tradito da sua moglie non deve neanche sospettarlo. Solo per un sospetto del genere potrebbe arrivare a ripudiarla. ( 6 )
Ci sono state delle svergognate che con un adulterio si sono giocato tutto, anche la vita. Una volta un marito tradito poteva uccidere gli adulteri se li sorprendeva in casa sul fatto. Se invece l'adultera non era colta in flagrante, il marito offeso dal tradimento, doveva convocare un tribunale familiare e tutto si risolveva in casa.
( 7 ) Poi per punire le donne maritate che hanno tradito la fede coniugale hanno fatto addirittura una legge
( 8 ) Per secoli non c'è mai stato bisogno di vietare queste cose. Gli antichi avevano costumi rozzi, ma puri. Il popolo venerava la dea Pudicizia, circondava le matrone di profondo rispetto e guardava con orrore a una donna maritata che avesse avuto rapporti sessuali con un uomo diverso dal marito. ( 9 )
Adesso queste faccende intime non riguardano più solo il marito e il padre di queste mogli fedifraghe. Anche il magistrato vuole sapere come è andata. Una moglie infedele va cacciata di casa e il marito ha tre giorni per denunciarla al giudice. Se lui, o il padre dell'adultera, non la denunciano entro sessanta giorni, al loro posto lo possono fare tutti. Che vergogna! Per non parlare dei castighi imposti dalla legge a queste disgraziate. Si può essere condannate come adultere già a dodici anni ( 10 ) Il marito che scopre la moglie fare all'amore in casa sua con un mimo, un ruffiano, uno schiavo o un liberto è autorizzato ad uccidere lei e l'amante, ma se il complice non rientra in queste categorie chi uccide in un impeto d'ira rischia l'esilio. ( 11 ) All'adultera la segregano su un'isola. Le viene tolta metà della dote e un terzo del patrimonio. ( 12 ) Non può più sposarsi,
( 13 ) fuori di casa tutti la disprezzano come donna impudica, non le è consentito indossare la stola delle matrone e deve uscire con l'infamante toga delle prostitute, ( 14 ) non può neppure rendere testimonianza.
( 15 ) E' la fine di ogni rispettabilità. A lei tutto questo non accadrà. Per restare fedele al marito non è necessario fare come Lucrezia. (16 ) Ad evitare scandali e castighi basta tenere lontana ogni pericolosa tentazione con la pudicizia di una virtuosa matrona. ( 17 ) A suo marito vuole restare fedele anche dopo la morte di lui, come si addice a una sposa romana, che rimesta vedova non si risposa. E per vantarsi del titolo di univira, come chiamano chi nella vita si è maritata una sola volta, non c'è bisogno di togliersi la vita, di salire sul rogo funebre del marito, di trafiggersi con la spada ( 18 ) o di ingoiare carboni ardenti. ( 19 )


( 1 ) Orazio, Sat., I, 2, 28 ss.
( 2 ) Vedi retro n.19: "Vergini per la dea"
( 3 ) Cantarella, Passato prossimo, Feltrinelli, Milano, 1996.
( 4 ) Orazio, Sat., I, 2, 50 ss.
( 5 ) L'uomo che intrattiene rapporti sessuali con una donna maritata può essere ucciso dal padre o dal marito di lei quando viene colto in flagrante adulterio (vedi sopra e alla nota 24). Quello che non è ucciso subito perisce sotto le verghe o é ridotto a morire di fame o subisce la vendetta privata della castrazione o infine viene appeso per i piedi e sodomizzato con il rafano selvatico, un'erba irritante o con il mugile, un pesce particolarmente mordace (Occidere adulteros lex permittit…Quintil., Declam.minores, 335; Inst. Or., III, 6, 17, 27 e V, 10, 39, 52, 58; Calp. Flacc., Decl., 11; Val. Max., VI, 1, 13; Plaut., Curcul.,, I, 28, ss.; Mil. Glor., V, 2, ss.; Poenul., IV, 2, 40; Teren., Eunuch.,V, 5, 15; Marziale, II, 60; Catullo, 15 fin.; Orazio, Sat., I, 2, 40 ss.; Gioven., X, 311 ss.). Con la riforma augustea il complice dell'adultera può essere esiliato in un'isola e subire la confisca di metà del patrimonio (L.26 D. De ritu nupt., XXIII, 2).
( 6 ) Cesare ripudiò la moglie Pompea quando il giovane Clodio si era introdotto furtivamente in casa sua durante un sacrificio alla Bona Dea riservato alle matrone. Motivò il ripudio dicendo che sua moglie doveva essere "al di sopra di ogni sospetto (Plutarco, Cesare, 9).
( 7 ) La legge delle XII Tavole richiedeva l'uccisione immediata di entrambi gli amanti, altrimenti la vendetta del marito non era giustificata (Quintil., V, 10, 104; Decl. 277, 279, 284, 291, 335, 347, 379; Seneca il Vecchio, Contr., I, 4; II, 24; Calp. Flacc., Decl., 46 ss.). L'istituzione del Iudicium Domesticum si fa risalire a Romolo (Dion. Hal., II, 25). Livio (X, 31) ci dice che le funzioni originarie di questo tribunale domestico passano in seguito a censori ed edili. La donna adultera anche in epoca imperiale viene giudicata dal tribunale familiare quando manca la pubblica accusa (Svet., Tib., XXXV; Tacito, Ann., XIII, 32). Apuleia Varilia, su consiglio di Tiberio, fu giudicata more maiorum ed esiliata con il suo complice (Tacito, Ann.., II, 50) .
( 8 ) Gellio, X, 23; Seneca, De Ira, 1 fin. Con la Lex Julia de adulteriis cohercendis (Svet., Oct., 34) Augusto con questo editto speciale per reprimere l'adulterio tende a garantire la purezza e la stabilità dell'unione coniugale in un'epoca di grande dissoluzione dell'istituto matrimoniale. Per la prima volta l'adulterio fu considerato un pubblico delitto. Fu una rivoluzione che destò grande scalpore (Orazio, Od., IV, 5, 21 ss.; Ovidio, Fasti, II, 139) per la facoltà di accusare la donna attribuita a soggetti diversi dal marito o dal padre. Il padre di una donna, sposata con matrimonio sine manu o da lui rimancipata, poteva da tempo anteriore alla lex Julia impunemente uccidere la figlia adultera ed il suo complice purchè sorpresi in flagrante reato in casa sua o del marito e soppressi sul posto (Paul., Sent., II, 26, 1; Quint., III, 11, 7). In mancanza di una di queste condizioni scattava per lui l'accusa di omicidio (Plut., Apophth. P.207).
( 9 ) Cic., De Legibus, II, 4; Lattanzio, Epist., 64; Inst., VI, 23, 24; Quintil., Inst. Or.,VII, 3, 10. Se il marito ha rapporti sessuali con una donna non maritata non commette adulterio.
( 10 ) Digesto, 48, 5,14 (13), 8.
( 11 ) Paul., II, 26, 4 e 5.
( 12 ) Paul, Sent., 26, 14.
( 13 ) L.26 D. De ritu nupt., XXIII, 2, ma può essere concubina (L. 1, 2 D, De Concub, XXV, 7).
( 14 )Isidoro, XXXIX, 25; Giovenale, II, 70: Marziale, II, 39 e X, 52
( 15 ) L. 14,18 D. De testibus, XXII, 5
( 16 ) Lucrezia aveva ceduto alla violenza di un amico del marito che, per vincere la resistenza della donna, aveva minacciato di ucciderla insieme ad uno schiavo per fare apparire che li aveva giustiziati dopo averli sorpresi insieme in un sordidum adulterium. Lucrezia, dovette cedere all'uomo, ma convocò il marito, si fece promettere vendetta e si uccise con un pugnale, consapevole di essere divenuta impudica suo malgrado (Livio, I, 57-59; Plauto, Anphitr., 831-834; Seneca, De Matrim., Fr.41).
( 17 ) Un elogio alla pudicizia della matrona viene da Seneca (De matrim.,Fr.50): "Alla pudicizia spetta il primato tra tutte le virtù femminili.Perduta quella, crollano tutte le altre virtù. La pudicizia dà pregio alla donna povera, esalta quella ricca, riscatta quella brutta, è un ornamento di quella bella. Essere pudica significa onorare gli antenati e i figli, che non si vergognano della loro madre e non dubitano del loro padre, ma soprattutto onorare sé stessa, che evita un oltraggio alla sua persona…(trad. di Dionigi Vottero).
( 18 ) Come fece Arria, moglie del senatorei Cecinio Peto, che non volle sopravvivere alla morte del marito (Plinio, Epistulae, III, 16; Marziale, I, 13; Dione Cassio, LX, 16, 5-6; Tacito, Annali, VI, 29 e XVI, 10).
( 19 ) Così fece Porcia, sposa di M. Bruto, il congiurato che uccise Cesare, che era stata privata di ogni strumento offensivo nel timore che si suicidasse dopo la morte del marito a Filippi (Val. Max., IV, 6, 5 e III, 2, 15). Sulle matrone univirae e fedeli al marito morto: Seneca, De Matr., Fr. 44, 48 e 52.

 

Domenico Augenti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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