Educazione
e studi
Sull’educazione di una donna romana non si sa
molto. (25) In famiglia il padre è più incline ad educare
i figli maschi. Con la crescita delle figlie sono sempre più
rare le manifestazioni dell’affetto paterno nei loro confronti.
Non che le trascuri, ma per lui è importante provvedere a nutrirle,
seguire che apprendano i lavori domestici, controllare la loro moralità
e combinare un buon matrimonio. Il resto è affidato alla madre.
(26)
Nelle case patrizie ci sono anche precettori che la indirizzano soprattutto
verso un futuro di sposa e di madre e la educano a perfezionarsi nelle
attività domestiche, come la tessitura della lana ed a rafforzare
le virtù di castità, riservatezza e modestia.
Quanto all’istruzione i genitori, specialmente quelli nelle famiglie
più agiate, preferiscono farla impartire a casa. Troppi sono
i pericoli e le insidie in agguato nei quotidiani tragitti tra casa
e scuola. Troppo tenera e vulnerabile l’età infantile e
adolescenziale. (27) Nelle scuole pubbliche la fanciulla impara a leggere,
scrivere e fare di conto. Poi viene spedita a casa prima dei suoi coetanei
maschi.
Alcune donne vengono influenzate dall’elevato livello culturale
della famiglia, ma la donna intellettuale non sempre piace. La ragazza
che è arrivata ad ultimare gli studi di letteratura greca e latina
(docta puella) ed eccede nell’esibizione della sua cultura può
in qualche caso infastidire. (28)
N O T E
Educazione e studi
(25) Rosella Frasca, Donne e uomini nell’educazione a Roma, La
Nuova Italia, Firenze, 1994 p.83, che fa tuttavia eccezione per alcuni
brani sull’argomento trattati da Cicerone, Brutus, Tacito, Dialogo
sugli Oratori, Quintiliano, Institutio oratoria e Plutarco, De amore
prolis, De liberis educandis, Vita di Tiberio, Vita di Gracco. Cfr.
anche A. M. Reggiani, Educazione e Scuola, Quasar, Roma, 1990 p.45.
(26) R. Frasca, Donne e uomini, cit., p. 75 ss.
(27) R. Frasca, Educazione e formazione a Roma, Dedalo, Bari, 1996.,
p.268. Nelle scuole elementari troviamo insieme maschi e femmine (Marziale,
IX, 68)
(28) Non perde l’occasione per metterlo in evidenza sulla scia
di Marziale (X, 68) un misogino incallito come Giovenale (VI, 185).
Ma una donna colta suscita sempre apprezzamento e costituisce motivo
di pregio per molti scrittori, come Quintiliano, Tibullo, Ovidio, Plutarco
e lo stoico Musonio Rufo, che in pieno primo secolo giunge ad affermare
che alla donna va impartita la stessa educazione dell’uomo.
Domenico
Augenti